Le notizie che leggiamo possono essere violente, deprimenti e possono caricarci emotivamente e non in modo positivo. Possiamo anche scegliere di spegnere la tv e la radio e non leggere I giornali ma il flusso di notizie proviene da talmente tante direzioni che diventa impossibile restarne immuni.
Vorrei per prima cosa rassicurarti. Il mondo non sta andando a rotoli anche se la tua percezione è proprio questa. Risulta ormai evidente quanto i media siano determinanti per costruire la nostra percezione della realtà. «Il terrorismo è interessante perché è intrinsicamente drammatico e minaccioso – ha affermato Shana Gadarian, scienziato politico sul Washington PostLa competizione dei media ha portato giornalisti ed editori ad incentivare l’uso emozionale di potenti immagini e storie per ottenere e mantenere l’attenzione sulle notizie che è attualmente in calo».
Questa affermazione si scontra con una realtà di lettori che personalmente vedo più interessati a a notizie costruttive, di ispirazione e volte alla soluzione più che al problema. Nonostante questo il fenomeno rappresentato dalla Gadarian è reale ed è da attribuire alla nostra naturale predisposizione alla negatività che ci spinge a porre maggiore attenzione alle cose più pericolose o minacciose.
Secondo quanto affermano alcuni psicologi, l’esposizione ai media negativi e violenti mina seriamente il nostro benessere psicologico e alimenta sentimenti di pessimismo e disapprovazione. Lo psicologo britannico Graham Davey, specializzato negli effetti psicologici della violenza mediatica, ha evidenziato che l’esposizione alle notizie negative contribuisce allo sviluppo di ansia, depressione e disordini da stress.
Le notizie che leggiamo influiscono sul nostro umore proprio in virtù di quella nostra predisposizione al negativo complice anche del difficile raggiungimento della felicità. I media, così come lavorano oggi, agiscono sulle nostre preoccupazioni. Non solo le generano ma le alimentano e le rendono reali, almeno nella nostra percezione. Uno stato, quello generato dall’informazione, che diventa difficile da gestire da parte nostra.
Il risultato di tutto questo puoi facilmente indovinarlo: una interpretazione distorta della realtà che ci rende più ansiosi, meno fiduciosi, più sospettosi verso gli altri e inclini al distacco tra esseri umani.
Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi sulle immagini e sui video di taglio negativo che ci vengono proposti attraverso I media. Quel che accade è l’avvio di un circolo vizioso che influisce pesantemente sul nostro umore.
Occorre cambiare rotta. Occorrono più notizie positive per superare la violenza e la distruzione a cui siamo esposti ogni giorno. Come afferma – con dati alla mano – lo psicologo e sociologo Steven Pinker, il mondo non sta andado all’inferno, nonostante quel che ci fanno credere I titoli dei giornali. La violenza è diminuita e la qualità della vita è migliorata per milioni di persone nel mondo.
Il giornalismo dovrebbe mostrare queste verità.

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